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Aggiornato il 24-May-2009

 

RESISTENZA

 

Nato con il proposito di conservare e diffondere la memoria della Resistenza e i fondamentali valori di democrazia e libertà dai quali si è formata la Repubblica Italiana e la sua Costituzione, l'Istituto dedica una particolare attenzione al movimento partigiano e alla popolazione civile coinvolta nella lotta di Liberazione, promuovendo ricerche, pubblicazioni, laboratori didattici e iniziative per tutta la cittadinanza, in particolare per l'anniversario della Resistenza e della Liberazione, il 25 aprile.

Nel contesto della Resistenza nazionale, la provincia di Piacenza fu designata come XIII Zona, facente capo al Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia di Milano e organizzata in tre Divisioni: Valdarda, Valnure e Piacenza.

Suddivisi in brigate e battaglioni, i partigiani e i loro fondamentali collaboratori, anche civili, operavano sia nelle vallate dell'Appennino che in pianura – anche grazie alle formazioni SAP - contribuendo in modo decisivo alla lotta di liberazione con numerose perdite. Secondo la recente ricerca di Giorgio Cassinari * infatti furono 728 i partigiani caduti, cui si aggiungono 132 civili, tutti per la maggior parte originari della nostra provincia e di età molto giovane.

(* Piacenza nella Resistenza , Tep, Piacenza, 2004)

Piacenza, liberata la mattina del 28 aprile 1945 dopo due giorni di combattimenti, ha ricevuto la Medaglia d'Argento al Valor Militare, commutata in Medaglia d'Oro con Decreto Presidenziale del 29 aprile 1996.

La foto, scattata nell'aprile 1945 a Pianello, rappresenta un gruppo di partigiani della Val Tidone: in piedi, da sinistra, Stelio Skabic, Oscar, Giovanna Passerini, Sandro Siboni e Alessandro Milani. In basso, a sinistra, Giuseppe Pisani.

(foto da E. Concarotti, Piacenza '40 – '45. Il dramma di una città , Piacenza, Humanitas, 1984).

Bibliografia